I nuovi percorsi finalizzati a migliorare la produttività agricola a Sakalalina richiedono una trasformazione ecologica dell’agricoltura, per superare i metodi tradizionali obsoleti in un’economia di pura sussistenza. Questo concetto richiede di ottimizzare la qualità degli alimenti nutrizionali, garantire la sicurezza alimentare, la gestione dei cambiamenti climatici, l’aumento della produttività del suolo, ridurre la deforestazione.
L’Associazione FIDES ONLUS (attraverso il suo partner locale l’ONG FIDES), la Provincia di Modena e l’Associazione GEV Modena hanno finanziato un progetto annuale, conclusosi il 31 agosto 2014 dal titolo “Programma di conservazione ambientale per il miglioramento della sicurezza alimentare e lo sviluppo durevole” (bando FONTE).
Questo progetto è stato la diretta prosecuzione di una serie di interventi già realizzati negli anni precedenti che avevano l’obiettivo di animare la popolazione locale, promuovere i diritti civili e la tutela dei beni comuni, in particolare l’ambiente.
Le nuove tematiche trattate nel progetto hanno riguardato:
- lo sviluppo e il rafforzamento di criteri e di capacità per modernizzare l’agricoltura e trasformare la produttività agro-alimentare;
- l’attivazione e la condivisione di competenze rivolte a superare la fame e la malnutrizione attraverso l’innovazione in agricoltura.
Le quattro azioni previste (animazione, formazione, agricoltura e visibilità) hanno coinvolto diversi tipi di beneficiari dislocati nei 9 villaggi del Comune di Sakalalina: agricoltori e allevatori, gruppi di donne, giovani disoccupati, una cooperativa di produzione agricola, personale formativo. Inoltre, tutta la popolazione locale (circa 15.000 persone) è stata informata sui rischi ambientali e sulla gestione delle calamità.
Tutti i moduli didattici (insegnamento alle guide turistiche, formazione ai Comitati dell’Ambiente, apprendimento e accompagnamento pratico di nuove tecniche agricole) sono stati completati, incluse due settimane di preparazione linguistica e la visita al parco nazionale dell’Andringitra per osservarne l’ecologia e provare tecniche di accompagnamento naturalistico.
Alcuni agricoltori hanno partecipato con grande interesse alla XVI Fiera Nazionale dell’Agricoltura di Antananarivo; al loro rientro a Sakalalina essi hanno trasmesso le loro positive impressioni e sensibilizzato gli altri beneficiari del progetto sulla possibilità di mettere in atto nuovi progetti agricoli con produzioni alternative e la creazione di cooperative.
Tutti i beneficiari ritengono utile la formazione ricevuta sia per il lavoro pratico quotidiano, sia per l’accrescimento professionale e personale.
Sono state svolte parecchie giornate con gli alunni della scuola primaria per divulgare la tutela dell’ambiente e far conoscere la biodiversità della brousse. Gli alunni hanno anche visitato il sito della riforestazione e piantato parecchi nuovi alberi di foresta.
Tutti gli agricoltori dei villaggi e la cooperativa si sono organizzati utilizzando i materiali messi a disposizione dal progetto (sementi e attrezzi agricoli) per realizzare parcelle sperimentali di:
– foraggio per gli zebù al fine di sostituire l’allevamento nomade con quello stanziale ed evitare il ricorso agli incendi della brousse;
– piante autoctone e la successiva riforestazione di terreni con alberi a crescita rapida per evitare il taglio indiscriminato ed estensivo delle piante e ottenere legname da ardere o da costruzione;
– riso con il metodo intensivo, per ottenere una crescita della resa per ettaro.
Conclusioni sui risultati del progetto.
I Comitati dell’Ambiente e le giovani guide turistiche hanno dimostrato volontà nell’accettare il confronto e lo scambio di nuove idee e pratiche. Sono stati portati a riflettere sui cambiamenti in corso (climatici, ambientali, economici, sociali) e sulla necessità di collaborare tra di loro e con l’ONG FIDES per continuare azioni di sviluppo.
(Tratto dal rapporto di fine progetto inviatoci da Massimo Cavalli)
